assisteremo a un crollo del 42%?

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All’inizio di questa settimana, la volatilità di Bitcoin (BTC), o l’oscillazione media giornaliera, ha toccato il livello più basso da novembre 2018 (quando il famoso supporto a 6.000$ si è finalmente spezzato).

Prima del moderato breakout di oggi a 9.437$, l’ultimo movimento superiore all’1% si è verificato in data 9 luglio, quando il prezzo è sceso del 2,1%. In genere, nell’ultimo mese il prezzo di Bitcoin è rimasto rinchiuso in un range sempre più stretto, quindi la salita al di sopra della resistenza di 9.400$ non è una gran deviazione dal range di trading di questi 30 giorni.

L’ultima volta che Bitcoin ha mostrato una simile price action è stato il 30 ottobre 2018, quando Bitcoin ha iniziato un impressionante periodo di 15 giorni consecutivi di movimenti con un’oscillazione al di sotto dell’1,5%. Il 14 novembre 2018, la situazione è cambiata; la volatilità ha registrato un picco e ha portato a un crollo del 42% verso i 3.650$ in meno di due settimane.

Volatilità storica di Bitcoin

Volatilità storica di Bitcoin. Fonte: Skew

Il grafico riportato sopra mostra che la volatilità storica a 10 giorni e a 30 giorni, diminuita drasticamente negli ultimi tre mesi. Non c’è una vera spiegazione per questo comportamento di mercato, anche se non è raro osservare una simile price action nei mercati tradizionali come petrolio, oro e S&P 500.

Dov’è la volatilità?

Di per sé, una volatilità storica ridotta non può essere considerata né rialzista né ribassista, in quanto afferma soltanto che i movimenti passati sono stati piuttosto stretti. D’altra parte, le improvvise mosse significative tendono ad essere precedute da periodi stabili.

Un trading range così stretto è conosciuto anche con il nome di periodo di consolidamento, e tende a concludersi con una rottura netta di supporto/resistenza. Questo è dovuto al conflitto tra i trader a breve termine che scommettono sulla continuazione del range, mentre altri aspettano l’opposto.

Quando il mercato inizia a muoversi all’interno di un range stretto, i trader che usano leva finanziaria e scommettono sulla continuazione del range tendono ad essere liquidati nel caso di una rottura.

Allo stesso tempo, di solito ci sono degli ordini attivi che aspettano la rottura del trend a livelli poco distanti dal range. Questa price action accentua l’effetto, anche se a volte non è abbastanza forte per spezzare il pattern.

Grafico a 2 ore di BTC USD

Grafico a 2 ore BTC USD. Fonte: TradingView

Il grafico presentato sopra descrive l’esempio perfetto di un canale ribassista da 275$ in cui la resistenza superiore viene testata. Sebbene non esista una regola chiara per impostare una strategia di questo tipo, solitamente i trader cercano i range di trading più lunghi e più stretti.

Potrebbe esserci un trend positivo più recente formato il 16 giugno, ma il trend precedente sembra mostrare più forza, almeno per il momento.

Si prevede una maggiore volatilità

Ora i trader si chiedono se la situazione attuale replicherà il crollo di novembre 2018. Prendendo in considerazione solo la volatilità, è impossibile prevederlo, ma per adesso gli investitori sembrano occupati dai profitti nelle altcoin.

Neanche il movimento positivo di oggi verso i 9.437$ è riuscito a rimuovere il prezzo di BTC dal suo recente range, e sarà cruciale vedere la trasformazione in supporto del livello 9.400$ prima della chiusura della candela giornaliera.

Le idee e le opinioni espresse in questo articolo appartengono unicamente all’autore e non riflettono necessariamente i punti di vista e le opinioni di Cointelegraph. Ogni investimento e operazione di trading comporta dei rischi. Dovresti condurre una ricerca propria quando prendi una decisione.



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