Riciclaggio di denaro: criptovalute e fiat a confronto

Non c’è dubbio che le valute digitali forniscano benefici per l’individuo, l’azienda e l’istituzione facilitando un maggiore accesso a prodotti e servizi finanziari.

Secondo un report delle Nazioni Unite, ogni anno il riciclaggio di denaro costa all’economia globale tra gli 800 miliardi e i 2 bilioni di dollari. Queste cifre ammontano al 2%-5% del prodotto interno lordo globale. Oggi, più del 90% del riciclaggio di denaro passa inosservato. Inoltre, diversi sviluppi in campo tecnologico hanno portato a strumenti innovativi e più veloci: i criminali usano queste innovazioni per continuare a riciclare denaro sporco. Allo stesso tempo, le autorità governative e le aziende fintech sfruttano nuove tecnologie per identificare attributi delle transazioni e aiutare a individuare le frodi.

Il riciclaggio di denaro con Bitcoin

I crypto asset sono una rappresentazione digitale di valore che può essere scambiata o trasferita digitalmente e usata come forma di pagamento. Bitcoin (BTC) è l’asset digitale più popolare attualmente in uso. I mass media associano spesso Bitcoin con il famoso Silk Road — il primo moderno marketplace online sulla darknet — in cui gli utenti acquistavano prodotti come armi e sostanze illegali in modo anonimo. Nel 2013, il Federal Bureau of Investigation (FBI) degli Stati Uniti ha chiuso la prima iterazione del mercato.

La copertura dei media mainstream in tema di Bitcoin e degli asset digitali si concentra sulle attività criminali anziché sulla tecnologia e l’innovazione. La tipica retorica si struttura in modo simile: a causa della sua natura anonima, Bitcoin può aiutare i criminali. Esaminando più a fondo questa affermazione, possiamo davvero dire che è il metodo preferito dai criminali per svolgere attività di riciclaggio?

Uno sguardo alle banche

Il contante è un altro mezzo di pagamento. Le banche si basano ancora su sistemi di identità tradizionali che utilizzano le informazioni meno volatili dell’utente per trasferire denaro. I confini nazionali limitano pesantemente i tempi di elaborazione e il trasferimento di moneta fisica. Per il consumatore medio, risulta meno evidente che il denaro possa essere inviato da laptop e computer in un paio di click, e che i trasferimenti possano essere nascosti o camuffati in un sistema a matrioska di società fittizie sparse in giurisdizioni strategiche.

La globalizzazione porta con sé nuove opportunità di escogitare metodi discutibili per trasferire denaro al fine di sfruttare disparità economiche tra Paesi. John Sweeney, giornalista investigativo inglese della BBC, ha spiegato:

“È scortese parlare di riciclaggio di denaro. Al suo posto, vengono usate espressioni come strutture per la gestione degli asset e regimi fiscali favorevoli.”

Anche le banche, i custodi del nostro sistema finanziario, sono associate al riciclaggio di denaro.

Le istituzioni finanziarie vengono continuamente sanzionate per il mancato rispetto delle severe leggi antiriciclaggio. Lo scandalo del riciclaggio di 881 milioni di dollari da parte di HSBC è solo uno degli eventi che ha fatto notizia, diventando anche un documentario originale Netflix. La tecnologia e l’innovazione nelle valute digitali promettono modi più efficienti, affidabili e scalabili per spostare e trasferire asset nella nostra economia globale, ma quali sono i progressi ancora necessari?

Sanzioni per le violazioni delle norme antiriciclaggio

Il 2019 è stato un anno da record per quanto riguarda il numero di sanzioni imposte. Le autorità hanno assegnato 58 penalità per motivi di inadempienza alle misure antiriciclaggio (AML), per un totale di 8,14 miliardi di dollari; il doppio di quanto imposto nel 2018, anno in cui vediamo 29 sanzioni per un totale di 4,27 miliardi di dollari. Le autorità statunitensi sono state le più aggressive, con 25 sanzioni assegnate per un totale di 2,29 miliardi di dollari, seguite da quelle inglesi con 12 sanzioni per un totale di 388,4 milioni di dollari, secondo un report pubblicato di recente.

Due terzi delle penalità in questo ambito sono stati imposti a banche, mentre circa il 17% sono state assegnate a organizzazioni nei settori del gioco d’azzardo e delle criptovalute. Queste industrie sono sottoposte a un controllo più approfondito da parte dei legislatori, in quanto sono canali comuni per le operazioni di riciclaggio.

AML penalties in 2019

Le penalità AML sono in crescita dal 2015. La sanzione media nel 2019 era pari a 145,33 milioni di dollari. Nel 2020, abbiamo già assistito a due sanzioni superiori a 1 miliardo di dollari, con la più grande corrispondente a una penalità da 5,1 miliardi imposta dal governo francese.

Affrontare l’AML e disciplinare le criptovalute

La creazione di nuovi strumenti per affrontare le normative antiriciclaggio viene spesso esaminata dai legislatori prima di essere accettata. Nel 2019, sono state stabilite normative AML più severe per quanto riguarda il denaro e gli asset digitali come le criptovalute. Nonostante ciò, il settore crypto continuerà a crescere.

La Financial Action Task Force, o FATF, è un’organizzazione intergovernativa fondata nel 1989 per contrastare il riciclaggio di denaro: ha pubblicato linee guida in tema di crypto per molti Paesi in cui i legislatori invitavano alla prudenza in merito alla conformità delle banche. Hong Kong ha raccomandato alle banche di adottare un approccio basato sul rischio nei confronti del settore. Il Financial Crimes Enforcement Network, o FinCEN, un ufficio del Dipartimento del Tesoro statunitense, ha spinto per opporsi al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo, esortando le banche a segnalare attività sospette legate a valute digitali come le criptovalute.

Anche Singapore, Giappone e Corea del Sud si preparano per introdurre un quadro normativo in materia di criptovalute nel 2020. Nel frattempo, le banche hanno preso provvedimenti significativi per ridurre i rischi associati al settore crypto. La FATF ha precisato che questo approccio di eliminazione del rischio non è sostenibile a lungo termine in quanto l’ecosistema crypto continuerà a crescere. Quindi, evitare l’esposizione sarà quasi impossibile.

Nuove discussioni per il 2020

La nuova tecnologia porta con sé nuova adozione. Il 2020 si preannuncia l’anno in cui verrà introdotta una maggiore chiarezza normativa per quanto riguarda le criptovalute. Quest’anno, India, Giappone, Corea del Sud e Francia hanno accordato al pubblico normative più favorevoli sulle crypto. Queste azioni hanno portato a discussioni negli ambienti governativi in merito all’istituzione di una Central Bank Digital Currency, la sua regolamentazione e l’autorità o legge monetaria.

La nascita di progetti come Libra, una valuta digitale basata su blockchain permissioned proposta da Facebook, richiederebbe agli enti normativi di stare al passo con l’innovazione e raggiungere una maggiore comprensione delle tecnologie più recenti e delle loro implicazioni. Nell’ambito delle nuove misure adottate, le imprese saranno tenute a monitorare e valutare i rischi finanziari legati all’uso delle valute digitali.

Le fasi del riciclaggio di denaro

I criminali pagati in criptovalute devono trasformarle in denaro, processo che richiede l’offuscamento delle origini dei fondi. Sfortunatamente, diversi servizi e strumenti sofisticati aiutano i criminali a tale scopo. Dopotutto, se i malintenzionati non avessero modo di incassare le criptovalute ricevute tramite vie illegali, gli incentivi a delinquere sarebbero molto inferiori.

Ecco un esempio del processo di riciclaggio del denaro:

  1. Introduzione: un movimento di denaro dalla sua fonte. Il denaro viene messo in circolazione all’interno del sistema monetario esistente attraverso determinati intermediari, come istituzioni finanziarie, casinò, negozi o cambi di valuta. Esempi di queste attività includono il contrabbando di contante fuori da un Paese, la complicità di una banca, gli scambi di valuta, l’acquisto di asset e così via.
  2. Stratificazione. Nella seconda fase, l’obiettivo è quello di rendere più difficile svelare l’attività di riciclaggio. Per farlo, i criminali devono stratificare le spese e nascondere la scia di denaro sporco. Questo avviene solitamente convertendo il denaro in strumenti monetari o comprando asset con fondi illeciti per rivenderli.
  3. Integrazione. Questa è la fase finale del riciclaggio di denaro, in cui il denaro riciclato rientra nell’economia attraverso il sistema bancario e, di conseguenza, è considerato “pulito”. I metodi usati in questa fase comprendono, tra l’altro, compravendite immobiliari, società di facciata, banche straniere e fatture false.

Vista la sua natura digitale e le caratteristiche intrinseche, Bitcoin sembra essere un mezzo adeguato per le fasi di introduzione e di stratificazione. Iniziando con l’introduzione, Bitcoin potrebbe essere uno strumento utile per scambiare valuta fiat con BTC, per poi passare nuovamente dalla criptovaluta a un’altra valuta fiat, spostando così il denaro da un Paese all’altro. Tuttavia, dato che molti criminali usano Bitcoin per ricevere denaro il problema principale è l’integrazione, ovvero reintrodurre i fondi illeciti nell’economia per nascondere le loro attività illegali.

Integrazione

Secondo il “Chainalysis 2020 Crypto Crime Report”, molti criminali riciclano criptovalute con l’aiuto di broker over-the-counter. I broker OTC sono operatori o aziende che facilitano gli scambi tra acquirenti e venditori che non vogliono (o non possono) trattare su un exchange di criptovalute.

I broker OTC sono diffusi tra trader e miner che vogliono vendere grandi quantità di crypto asset a un prezzo negoziato, in quanto l’uso di un exchange regolare per vendere grandi volumi potrebbe influenzare i prezzi di mercato. La maggior parte dei trader OTC collabora con exchange, ma molti di loro “offrono misure KYC molto inferiori agli exchange su cui operano”. Molti sfruttano tale opportunità e si specializzano in servizi di riciclaggio di denaro per criminali. Ad ogni modo, gli exchange rimangono il mezzo preferito per pulire Bitcoin sporchi. Nel corso del 2019, più di 2,8 miliardi di dollari in Bitcoin sono stati inviati da entità criminali a piattaforme di exchange, e il 52% di questi è arrivata a due tra gli exchange più grandi, Binance e Huobi

Stratificazione

Bitcoin sembra essere più pratico per la seconda fase del riciclaggio di denaro: la stratificazione. È una valuta digitale che può essere usata per fare acquisti attraverso la rete senza i vincoli dei confini fisici. Prestando sufficiente attenzione (e adoperando tecniche per preservare la privacy come quelle che andremo ad esplorare), è possibile spendere Bitcoin per comprare asset o per incassarlo attraverso trader OTC.

Per esempio, qualcuno potrebbe acquistare un Rolex su un mercato secondario e rivenderlo per moneta fiat. Tuttavia, sarà piuttosto difficile per i criminali acquistare asset monetari dato che la maggior parte è accessibile solo tramite intermediari che applicano misure Know Your Customer e AML.

Comunque, è importante sottolineare che, a differenza dei contanti, le criptovalute sono intrinsecamente trasparenti in quanto tutte le transazioni vengono registrate in un registro pubblico. Come fa notare il report di Chainalysis, tutti questi fondi illeciti lasciano delle tracce. Accumulando le informazioni necessarie, diventa possibile identificare chi si nasconde dietro all’indirizzo Bitcoin utilizzato per riciclare denaro.

Il riciclaggio in Bitcoin

Bitcoin può essere uno strumento utile per l’introduzione e la stratificazione nel processo di riciclaggio. Ma possiamo affermare che offra un’alternativa migliore al sistema attuale? Solo l’1,1% del volume totale delle criptovalute è ritenuti illecito. La stragrande maggioranza dei crimini legati alle crypto riguarda frodi con volumi per un totale di 8,6 miliardi di dollari. Escludendo PlusToken, Bitconnect e OneCoin — i tre schemi Ponzi più grandi nelle crypto — le frodi rappresentano circa lo 0,46% di tutte le attività in criptovalute.

Sulla base dei preconcetti in merito ad anonimato e identità, la tesi secondo cui Bitcoin è uno strumento migliore per riciclare denaro è errata. Le identità sulla blockchain di Bitcoin non sono anonime, bensì pseudo-anonime. Ogni identità è associata a una stringa alfanumerica, chiamata chiave privata. Nonostante sia possibile sostenere che Bitcoin offra un certo livello di protezione sull’identità dei suoi utenti, le transazioni sono in realtà pubbliche.

A causa delle sue caratteristiche intrinseche, tutte le transazioni di una blockchain sono condivise tra i partecipanti, il cui consenso è necessario per convalidarne la cronologia. Dave Weisberger, CEO di CoinRoutes, ha spiegato:

“L’obiettivo del riciclaggio di denaro è creare una catena di transazioni che non può essere rintracciata, e dato che la blockchain di Bitcoin è progettata per avere un registro pubblico indelebile di tutte le transazioni, il ‘riciclaggio’ diventa molto più difficile.”

Illicit cryptocurrency transactions

I mixer

Se lo pseudo-anonimato non offre abbastanza privacy, si può ricorrere ai cosiddetti “mixer”, software o servizi che consentono agli utenti di effettuare transazioni mescolando monete con altri utenti per preservare la privacy. Questo permette agli utenti di nascondere output e indirizzi — e di conseguenza le loro vere identità.

Nel 2019 i mixer di criptovalute sono finiti sotto i riflettori dei notiziari, con rapporti di chiusure dei servizi da parte delle autorità europee. Tuttavia, secondo il report di Chainalysis, i mixer sembrano essere utilizzati molto di più per la privacy che per le attività illecite. Solo l’8,1% di tutte le monete mixate sono state rubate, e solo il 2,7% delle monete mixate è stato usato in precedenza in mercati sulla darknet.

Cryptocurrency mixers

I mixer non sono esattamente user-friendly, e non sono ancora in grado di fornire lo stesso livello di sicurezza associato ai “metodi tradizionali” per il riciclaggio di denaro. L’uso di un mixer potrebbe insospettire, ma questi strumenti riescono a nascondere efficacemente le transazioni solo se viene mixata una massa critica di Bitcoin. Inoltre, le autorità hanno a disposizione contromisure più avanzate, come l’analisi blockchain, che può ricollegare agli indirizzi corretti anche i Bitcoin mixati.

A differenza del contante, ogni transazione di criptovalute viene documentata in un registro pubblicamente visibile. Con gli strumenti giusti, è possibile indagare su quali operazioni in criptovalute sono associate ad attività illegali, raccogliere informazioni sulle loro tecniche di offuscamento e condividere ritrovamenti con le forze dell’ordine per impedire ai criminali di abusare del sistema.

Queste compagnie hanno aiutato i legislatori fornendo informazioni preziose per aiutare a risolvere casi criminali. Uno di questi è il recente coinvolgimento di Chainalysis nella chiusura del sito web Welcome to Video, accusato di consentire ai visitatori di pubblicare, condividere e scaricare video di minori a un network di pedofili. Il contante rimane il modo più semplice e sicuro per riciclare denaro. L’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine e Chainalysis stimano che per ogni dollaro in Bitcoin speso sul dark web, vengono riciclati almeno 800$ in contanti.

Laundering money with Bitcoin is ineffective

I dati presentati suggeriscono che Bitcoin può essere uno strumento aggiuntivo a disposizione dei criminali per il riciclaggio. Per esempio, potrebbero utilizzare indirizzi usa e getta e tecniche di mixing come precauzioni per assicurarsi di essere protetti da un livello di privacy adeguato. Tuttavia, le identità pseudo-anonime, le transazioni pubbliche e le complessità di sistema necessarie per usare Bitcoin non forniscono attualmente un’alternativa più efficiente o efficace per riciclare denaro. Come evidenziato nel report di Chainalysis, i criminali non vogliono che una traccia permanente delle loro attività illecite sia pubblicata e condivisa apertamente.

Inoltre, Bitcoin non può gestire l’enorme volume di denaro necessario per le attività di riciclaggio. Il network di Bitcoin presenta infatti un volume giornaliero abbastanza basso se comparato ad altre classi di asset: circa 25 miliardi di dollari il 27 gennaio 2020. Spostare una tale somma di denaro suonerebbe immediatamente l’allarme per le aziende di analisi blockchain e richiederebbe intermediari aggiuntivi ed exchange centralizzati.

Nel 2017 e 2018, il Lazarus Group, un gruppo di hacker associato alla Corea del Nord, ha incassato la maggior parte dei suoi fondi tramite exchange con misure KYC minime. Nel 2019, invece, le tecniche del gruppo sono diventate più sofisticate. Metà dei fondi è stata pulita attraverso wallet CoinJoin (mixer), mentre l’altra metà rimane ancora ferma nei suoi wallet.

Le forze dell’ordine e le autorità di regolamentazione devono diventare esperti di blockchain per migliorare le proprie capacità di “prevenire e reagire a varie forme di crimini crypto”. Anche gli exchange sono tenuti a svolgere procedure di due diligence approfondite su utenti, operazioni OTC e qualsiasi altra terza parte che opera sulla loro piattaforma, che rappresenta ancora la destinazione prediletta a cui i criminali inviano criptovalute illecite.

Le normative AML non sono state formulate per lo stato attuale delle cose. Serve una maggiore collaborazione e supervisione internazionale per consentire la libertà di movimento di fondi e denaro. Sfortunatamente, le legislazioni non sono riuscite a tenere il passo con i rapidi progressi tecnologici. Per un’alternativa ai nostri sistemi bancari tradizionali, sono necessarie nuove regole e normative per garantire l’adeguata governance a livello globale.

I punti di vista, i pensieri e le opinioni qui espressi sono esclusivamente degli autori e non riflettono o rappresentano necessariamente i punti di vista e le opinioni di Cointelegraph.

Questo articolo è stato co-scritto da Aly Madhavji e Alek Tan.

Aly Madhavji è il socio dirigente di Blockchain Founders Fund, fondo che investe e sviluppa startup venture di alto livello. È socio accomandante di Loyal VC. Aly offre consulenze a organizzazioni come INSEAD e Nazioni Unite sulle tecnologie emergenti, per aiutare a combattere la povertà. È un senior blockchain fellow di INSEAD ed è stato uno dei “Blockchain 100” Global Leader del 2019 per Lattice80. Aly ha fatto parte di vari consigli consultivi, tra cui il Governing Council dell’Università di Toronto.

Alek Tan è il CEO e co-fondatore di InnoDT — una piattaforma di analisi dati blockchain che offre servizi di risoluzione di algoritmi e ottimizzazione delle applicazioni per clienti commerciali e aiuta clienti fintech per restare all’avanguardia rispetto ad algoritmi dinamici che minacciano la loro strategia. Alek ha più di 10 anni di esperienza in finanza, gestione e prevenzione delle frodi.



Add a comment

EnglishItalian